9 hours ago

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🧐Cosa combina la nostra @cintoky aka Penny con il nostro Diretür Carlo Bellati dagli amici di @lozzaspa.tesla ?!?Stay Tuned:🤪Lo scopriremo insieme nei prossimi giorni ! ... See MoreSee Less
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1 day ago

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Una serie di appuntamenti dedicati ad approfondire le ultime notizie dal mondo delle batterie al litio. Una rubrica settimanale pensata insieme a Daniele Invernizzi di eV-Now! in cui, ogni lunedì alle 18:00 Marco Righi (CEO) e Alan Pastorelli (CTO) di Flash Battery daranno i loro punti di vista sulle weekly news più calde legate ai vari aspetti dell’elettrificazione. ... See MoreSee Less
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4 days ago

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Tesla Gigafactory a Taranto - Approfondimento tecnico e sociale.Ne parliamo oggi assieme a ospiti importanti. Preparate le vostre domande!Daremo inoltre ulteriori dettagli sul raduno nazionale Tesla Owners Italia che si terrà il 5 e 6 Giugno a Taranto in occasione del SailGP. Le Tesla iscritte all'evento sono già numerose e i posti sono limitati. Iscriviti subito per riservare il tuo posto.Insomma una puntata da non perdere oggi in diretta dalle ore 18:30! ... See MoreSee Less
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1 week ago

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Annunciamo oggi in diretta il raduno nazionale Tesla Owners Italia previsto per il 5 e 6 Giugno a Taranto.E poi:Abbiamo scritto ufficialmente ad Elon per invitarlo a considerare l’area della ex-Ilva di Taranto per una gigafactory. Leggiamo in diretta il testo della lettera e apriamo i commenti. Se possibile, anticipazioni di quello che sarà il T4TIl successo della Crew Dragon rientrata ieri dalla ISS e le polemiche fra Elon e Bezos sui voli orbitali.L’episodio anti-Tesla di Shanghai della signora Zhou e i rapporti di Elon con la stampa. Oggi è la giornata mondiale della libertà di stampa e sappiamo che da sempre c’è un po’ di ruggine fra i giornalisti e Elon Musk; alle accuse di non essere trasparenti Elon risponde spesso che molti sono preventui e al soldo della pubblicità dei brand fossili, specialmente quando si tratta di scrivere degli incidenti o dei difetti Tesla. Vero o falso? Perché Tesla ha chiuso i suoi rapporti istituzionali con la stampa (quasi) del tutto?Nuovi modelli: arriva Hyundai Ioniq 5, la risposta coreana a Tesla M3 e VW ID.4. Differenze, vantaggi, svantaggi, prezzi. E mancano ancora parecchi mesi al debutto della Y made in Europa, annunciata per luglio, perché la burocrazia tedesca sta ritardando i permessi e intralciando il completamento della fabbrica. ... See MoreSee Less
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1 week ago

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La nuova rubrica di Flash Battery: una serie di appuntamenti dedicati ad approfondire le ultime notizie dal mondo delle batterie al litio. Una rubrica settimanale pensata insieme a Daniele Invernizzi di eV-Now! in cui, ogni lunedì alle 18:00 Marco Righi (CEO) e Alan Pastorelli (CTO) di Flash Battery daranno i loro punti di vista sulle weekly news più calde legate ai vari aspetti dell’elettrificazione. ... See MoreSee Less
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2 weeks ago

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Una Tesla Gigafactory a Taranto. Approfondiamo oggi con i cittadini di Taranto e le associazioni ambientaliste la proposta di una Tesla Gigafactory al posto dell'ex ILVA. Esclusivo: Leggeremo in anteprima la lettera che Tesla Owners Italia invia a Elon Musk. Attiva il promemoria per essere avvisato dell'inizio della diretta ... See MoreSee Less
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2 weeks ago

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✳️Una #tesla #Gigafactory a #taranto ?👉LIVE ALLE 18:30 su tutti i nostri social: se vuoi partecipare attivamente saremo su #clubhouseE chi non ha #iphone? Telegram! 👉👉👉TESLAOWNERS.link/GIGATARANTOLIVE🤙🤙🤙 ... See MoreSee Less
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2 weeks ago

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Ebbene sí. La Tesla Roadster è come se fosse già arrivata. È la Tesla Model S Plaid+ travestita! Velocità di punta più bassa, autonomia un po’ inferiore e scatto leggermente meno aggressivo ma... è solo una questione di peso e cx 🙂 Ne convieni?Beh poi mancano i razzi... ma la versione base ce l’abbiamo? Possiamo dire quasi di sí?😉⚡️ ... See MoreSee Less
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2 weeks ago

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Proprio oggi, il giorno dell'anniversario di Tesla Owners Italia, fondata nel 26 Aprile 2017, Tesla annuncia utili record e vendite con crescite da capogiro. Evidentemente portiamo fortuna! 😉 Solo 4 anni fa la davano tutti per fallita, mentre oggi sono tutti ad inseguirla e ad imitarla. Go Tesla! Go Elon!#tesla ... See MoreSee Less
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2 weeks ago

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Ultime notizie del pianeta Tesla:Il 22 aprile Elon ha lanciato Xprize, il primo e più grande concorso mondiale per la decarbonizzazione con un premio di 100 milioni di dollari aperto a tutti e in vigore per i prossimi 4 anni. Vale tutto, dalle 1000 tonnellate di CO2 in su eliminate per anno utilizzando risorse naturali, oceani, minerali, aria, luce e qualsiasi altro mezzo che permetta di limitare le emissioni di gas serraTaranto e dintorni: oramai il sasso nello stagno (anzi, nel Mar Piccolo) è lanciato: il megamostro ex-ILVA, che tanti danni ha causato all’ambiente e ai tarantini, ha il destino segnato. Nuovi metodi produttivi più rispettosi dell’ambiente, l’utilizzo dell’alluminio, del magnesio, delle fibre e gli incentivi comunitari riservati solo a progetti ecocompatibili, metteranno presto l’acciaio “sporco” fuori mercato. E allora noi, cosa ci siamo inventati? La riconversione industriale…Oggi in parlamento è arrivato il PNRR, che deve essere passato alla Commissione europea entro il 30 aprile. Dentro c’è un po’ di tutto, ma molte risorse sono destinate alla mobilità sostenibile con colonnine elettriche sparse su tutto il territorio (750 milioni per 21.500 punti di ricarica di cui 7500 in autostrada e 13.000 in città). In più idrogeno, strade e veicoli interconnessi, monitoraggio del traffico e delle infrastrutture. Vediamone i contenuti qui.Argomento leggero: tutti vogliono Tesla. Un pastore americano, Rudolph Brooks di Greenbelt (Maryland), ha usato i fondi messi a disposizione dal Governo Federale per la pandemia per comprarsi, fra l’altro, una Tesla Model 3. Altri hanno cercato di rubare le Tesla, ma le auto di Elon sono (secondo i dati americani) le meno “rubabili” in assoluto e hanno un tasso di recupero altissimo, addirittura del 97% contro una media generale (negli USA) del 58%. Le difese di Tesla sono tre: GPS, Sentry mode e Pin-to-drive. Vediamole e usiamole al meglio. La Tesla M3 è la terza EV più venduta in Italia, dopo 500 e Smart, prima assoluta fra le berline con oltre 1600 nuove immatricolazioni da inizio anno. Quattroruote ha pubblicato la classifica delle 10 elettriche bestseller del 2021. ... See MoreSee Less
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2 weeks ago

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Convertire l’ILVA come GigaFactory? Batterie interconnesse...ed altre notizie dal mondo delle batterie! La rubrica settimanale sul mondo delle batterie, condotta da Daniele Invernizzi, Marco Righi e Alan Pastorelli! ... See MoreSee Less
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2 weeks ago

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Tesla si avvicina sempre di più a Taranto. Siamo al Tesla Supercharger in costruzione a Brindisi. Pronto entro maggio! ... See MoreSee Less
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2 weeks ago

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La Stampa di oggi, 25 Aprile.L’articolo nel primo commento.Made in Taranto Ecosistema Taranto Alessandro Marescotti Giuseppe Chiazzese SOLO A Taranto Taranto è Lui Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti #Taranto #ILVA ... See MoreSee Less
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2 weeks ago

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Una Tesla Gigafactory a Taranto. Approfondiamo oggi l'idea lanciata da Tesla Owners Italia per il riscatto ambientale ed economico di Taranto e del'Italia intera. Ne parliamo assieme ad alcuni tarantini e un ospite istituzionale d'eccezione.Rosa D'Amato - Europarlamentare Alessandro Marescotti Barbara Lezzi Peacelink Giuseppe Chiazzese Ministero della Transizione Ecologica Made in Taranto SOLO A Taranto Ecosistema Taranto Taranto BuonaSera ... See MoreSee Less
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3 weeks ago

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#Missione Batterie: se c’è un componente che sta mischiando le carte in tavola sul fronte energia, quel componente è la #Batteria.La batteria è il componente irrinunciabile per le auto, per le rinnovabili e per tutti i dispositivi elettronici, compreso quello che stai usando in questo momento.⚡️La mia, la nostra, è una missione batterie: usarle e farle conoscere attraverso scienza e comunicazione, esperti ed esperienze.⚡️Come quella che ogni Lunedì alle 18:00 ci vede impegnati nel #BatteryWeekly con Flash Battery 🔋🔋🔋Dredd Mcallan ... See MoreSee Less
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3 weeks ago

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La Tesla a Taranto al posto dell’ILVA? Abbiamo affrontato il tema in diretta. Ecco la registrazione.Il video intero nel primo commentoEcosistema Taranto Genitori tarantini - Associazione ETS Lovely Taranto - Associazione ETS LiberiAmo Taranto - Associazione di Promozione Sociale Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti Corriere del Giorno La Gazzetta del Mezzogiorno.it La Ringhiera PUGLIAPRESS Peacelink #Tesla #Taranto #Ilva Made in Taranto Sei di Taranto se... ... See MoreSee Less
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3 weeks ago

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🇮🇹🇪🇺Nel Comune più Piccolo d’Italia (29anime) sta per succedere qualcosa di speciale...🗣Ne parliamo Giovedì 23 dalle 9:30 su #ClubHouse🇪🇺Something special is about to happen in the smallest town in Italy (29 people) ... 🗣 We talk about it Thursday 23 from 9:30 on #ClubHouseAnd Sty Tuned with us in the coming weeks 😜 ... See MoreSee Less
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3 weeks ago

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#chargingstation 🇮🇹🇪🇺 La ricarica notturna al supercharger usando l’adattatore Combo per Tesla Model X & Model S👇Night Charging on supercharger using Combo adapter for Tesla Model X and Model S.#Charging #charger #electricvehicle #electricvehicles ... See MoreSee Less
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3 weeks ago

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✳️ SEGUICI anche su 👋CLUBHOUSE: TeslaOwners.link/ClubHouse 🗒Appuntamento settimanale con le Notizie Elettriche, condotto da Tesla Owners Italia con Daniele Invernizzi, Pierpaolo Zampini, Luca del Bo, Cinzia Agazzi, Matteo Massarenti e da Carlo Bellati, direttore di Tesla Club News.com. ... See MoreSee Less
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3 weeks ago

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La nuova rubrica di Flash Battery: una serie di appuntamenti dedicati ad approfondire le ultime notizie dal mondo delle batterie al litio. Una rubrica settimanale pensata insieme a Daniele Invernizzi in cui, ogni lunedì alle 18:00 Marco Righi (CEO) e Alan Pastorelli (CTO) di Flash Battery daranno i loro punti di vista sulle weekly news più calde legate ai vari aspetti dell’elettrificazione. ... See MoreSee Less
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3 weeks ago

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🇮🇹🇪🇺22” profilo basso. Cerchio e gomme italiani.Pinze gialle con scritta Tesla Cangiante, come il Wrapping. Lucidati con cera e nero gomma eco.🤔E tu? Sei per il comfort o l’estetica ?22 ”low profile. Italian rim and tires.Yellow pliers with Iridescent Tesla lettering, like the Wrapping.Polished with wax and black eco polish for tires.🤔And you? do you choose comfort or aesthetics?😜Dredd Mcallan ... See MoreSee Less
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3 weeks ago

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Tra un anno. Ci divertiremo ancora un po’ di più ... See MoreSee Less
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4 weeks ago

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Parliamo di soluzioni per la navigazione da diporto a trazione elettrica con Silent Yachts ... See MoreSee Less
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4 weeks ago

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La rassegna stampa del Lunedi, condotta dai fondatori di Tesla Owners Italia e dal direttore della testata TESLACLUBNEWS.com Carlo Bellati! ... See MoreSee Less
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4 weeks ago

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Perchè ELON è fissato con il CyberPunk? Spiegatelo non solo alla bionda, ma anche a Dani! ... See MoreSee Less
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1 month ago

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Da oggi tutta l’Italia è in “zona Tesla”.Un giorno importante, l’11 aprile 2021: con l’inizio dei lavori dei lavori a Brindisi, cui seguiranno presto Bari, Matera e Termoli (speriamo prima delle vacanze estive) tutta l’Italia peninsulare è coperta dalla rete dei Supercharger Tesla. Come recita il titolo, Sicilia e Sardegna per il momento sono escluse, ma speriamo presto che gli amici di queste belle isole possano anche loro essere raggiunti, almeno nei capoluoghi, dalla rete di ricarica più importante del mondo. Le foto che vedete testimoniano l’installazione delle colonnine a Brindisi, presso il Centro commerciale “Le Colonne”, dove il nostro inviato Pierpaolo Zampini ha immortalato i lavori che prevede la posa di 4 stalli (e in futuro 😎 a cura dell’impresa Caramella di Altamura.Con questa estensione della rete sale a 53 in numero dei Supercharger in Italia fra quelli attivi e programmati (che si possono vedere qui) , per il momento con oltre 320 stalli disponibili; il prolungamento lungo la dorsale pugliese rappresenta davvero un passaggio epocale, poiché non ci sono più “gap” per un viaggio veloce a partire da Aosta fino (volendo) a Santa Maria di Leuca, 1306 km, per chi ha voglia di farseli tutto d’un fiato.I tempi di attivazione... (Leggi tutto l’articolo, link nel commento con tutte le foto e il video).Impresa edile Caramella srl ... See MoreSee Less
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1 month ago

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Nuovo Tesla Supercharger a Brindisi. In esclusiva per Tesla Owners Italia ... See MoreSee Less
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1 month ago

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Perchè l'auto a idrogeno è un bluff. Di Pierpaolo ZampiniPremessa: Quando si parla di ambiente e salute, NON voglio essere politically correct Quando si affronta il tema dell’idrogeno come vettore energetico, occorre essere precisi sulle modalità d’impiego.Usare l’idrogeno per accumulare energia può essere conveniente in alcuni casi o a seconda del macchinario o veicolo che si vuole alimentare. Potrebbe essere sostenibile, ad esempio, in futuro per alimentare grandi navi che devono affrontare lunghissimi percorsi, per le acciaierie ed alcuni treni. Per alimentare invece le case, gli aerei, i traghetti e i mezzi di trasporto pesanti su gomma, si sta già puntando su altre tecnologie, con batterie agli ioni di litio sempre più competitive, sostenibili e riciclabili o tecnologie provvisoriamente ibride.Nel momento in cui scrivo, ci sono accesi dibattiti sull’idrogeno: è ormai diventato argomento politico e ci sono delle motivazioni enormi per cui le opinioni sono spesso molto divergenti sul tema. Ragioni geopolitiche, economiche, industriali, tutte con un unico comune denominatore: cercare di far sopravvivere il più possibile le tecnologie e le filiere che per decenni hanno dominato il settore dell’energia in Italia e nel mondo. Non dimenticate che chi produce petrolio, produce anche metano, guarda caso. E dal metano si ricava l’idrogeno.Analizziamo il tema da un punto di vista scientifico, tecnologico e pratico. Oramai tutti i professionisti del settore concordano che l’idrogeno come vettore energetico per le automobili, ad esempio, è sconveniente, perché inutilmente inefficiente e costoso, oltre che più inquinante rispetto all’auto elettrica alimentata esclusivamente da batterie agli ioni di litio di ultima generazione, se consideriamo tutto il ciclo di produzione e di vita di queste tecnologie. Perché allora alcuni politici e scienziati, (specie quelli assoldati dalla politica), insistono con l’idrogeno?Perché l’idrogeno può aiutare a far sopravvivere i combustibili fossili, in particolare il metano e tutte le filiere annesse.L’idrogeno, benché sia l’elemento più diffuso dell’universo, non si trova già disponibile in natura: deve essere ricavato dall’acqua per idrolisi: H2O, dove H sta per idrogeno e O sta per ossigeno. O dal metano (steam reforming): CH4, Carbonio e idrogeno.Per separare e isolare l’idrogeno dall’acqua o dal metano serve energia, tanta energia, e ricavarlo dall’acqua è molto più sostenibile che ricavarlo dal metano, per ovvi motivi. Il metano va estratto in gran parte dal sottosuolo per essere competitivo. L’idrogeno ricavato dal metano si chiama idrogeno blu ed è meno costoso che estrarlo dall’acqua (idrogeno verde). Ecco perché quando si parla di idrogeno, gran parte degli attori della filiera dei combustibili fossili si sfrega le mani. Saranno coloro che ci guadagnano, producendo idrogeno blu.Diciamolo chiaramente, ci sono miliardi di miliardi di euro di giro di affari che ruotano attorno all’energia nel mondo, l’energia è un bene di prima necessità, il più importante assieme all’acqua, e la domanda è gigantesca.Quando si parla quindi di auto a idrogeno, o di idrogeno in generale come vettore energetico, bisogna sempre tenere a mente quali sono gli interessi economici che vi ruotano attorno e chi sono gli attori interessati. Qualcuno direbbe che occorre seguire l’odore dei soldi. Stiamo parlando per la gran parte di aziende che per decenni hanno distrutto il nostro pianeta. L’interesse che muove queste aziende è prettamente economico, non hanno alcun interesse per l’innovazione, la salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica, e nemmeno per la salvaguardia dei portafogli dei cittadini. Lo dimostra la storia, qui non si tratta di opinioni ma di numeri ed è con i numeri che voglio affrontare questo argomento. L’idrogeno spiegato con i numeri ProduzioneEsistono solo 2 centri di produzione di idrogeno verde in Europa, ovvero ricavato dall’acqua, ciascuno dei quali può produrre circa 350 kg di idrogeno al giorno. Un pieno per un’auto a idrogeno necessita di circa 6kg di idrogeno.Pertanto ad oggi si può fare il pieno di idrogeno verde a circa 100 auto al giorno o poco più, in tutta Europa.Per produrre 1 kg di idrogeno occorrono 63 kWh di energia elettrica e ben 10 litri d’acqua dolce.Per fare il pieno ad un’auto a idrogeno occorre quindi un dispendio energetico di 6×63 kWh = 380 kWh di energia elettrica. Quasi 4 volte di più di quella che serve per fare il pieno alla più grande auto elettrica attualmente in circolazione, a parità di km di autonomia: Tesla Model X da 100 kWh di batteria.Questo enorme dispendio energetico è dovuto sia alla scissione dell’idrogeno dall’ossigeno, sia alla compressione dell’idrogeno da 100 bar a 700 bar affinchè possa essere immagazzinato all’interno del serbatoio un’autovettura a idrogeno. In più, attenzione: non si può usare acqua qualsiasi per produrre idrogeno, deve essere accuratamente condizionata e purificata.In definitiva, l’idrogeno per la tua auto non puoi produrlo da solo, a differenza dell’energia elettrica. E’ questo uno dei principali motivi per cui ci sono enormi interessi ad evitare che l’auto elettrica possa sostituire le auto a combustione. Qualora ciò avvenga, (e sta già avvenendo), l’ultima possibilità che le lobby del petrolio hanno per evitare che tu possa renderti energeticamente indipendente, è provare a “rifilarti” un’auto elettrica alimentata a idrogeno blu, che costa un po’ meno, in modo che possano riuscire a mantenere il controllo e continuare a venderti l’energia per muoverti.Produrre idrogeno dal gas metano inoltre è molto più inquinante e ci rende ancora più dipendenti, infatti l’Italia in particolare non produce gas metano in quantità sufficiente, ma lo acquista dall’estero.DistribuzionePer costruire una stazione di ricarica a idrogeno occorrono quasi 2 milioni di euro e necessita di parecchi interventi di manutenzione, oltre al costo di un operatore necessario per il rifornimento. Una stazione di ricarica superfast per auto elettriche invece costa circa 100 mila euro ed ha bassissimi costi di manutenzione oltre a non esserci la necessità di alcun operatore. Ci sono pochissime stazioni di rifornimento a idrogeno in Europa quindi, in Italia ce n’è solo una a Bolzano. In tutto il mondo se ne contano qualche decina.Due di queste stazioni di rifornimento a idrogeno sono esplose, una in Norvegia e una in Giappone, al punto che sono state anche sospese le vendite di auto idrogeno per lunghi periodi. Non c’è da stupirsi che il tasso di esplosione delle stazioni di rifornimento sia così elevato, l’idrogeno è un gas di per sè molto instabile, infiammabile ed esplosivo, quindi pericoloso. Per farti capire meglio quanto sia delicato da utilizzare l’idrogeno, per fare da soli rifornimento presso una stazione di rifornimento a idrogeno, occorre fare un corso di formazione e ottenere un patentino di idoneità.La catena di distribuzione e di produzione dell’idrogeno è molto simile a quella dei combustibili fossili, occorrono autocisterne speciali su rotaia e su gomma per trasportarlo presso i distributori con diversi rischi di sicurezza e delle vere e proprie centrali di produzione, come le raffinerie di petrolio. L’idrogeno, quindi, non è vicino a una rivoluzione energetica quanto è invece vicino alla conservazione del sistema attuale di produzione e distribuzione dei combustibili fossili, checché ne dica chi sostiene che l’idrogeno è rivoluzionario, affermando che sia “il vettore energetico delle auto del futuro”. Niente di più falso.Consumo1kg di idrogeno costa al consumatore poco più di 13 euro, pertanto per fare il pieno alla vettura occorrono 6kg di idrogeno, quindi circa 80 euro e ben 60 litri d’acqua. L’autonomia di un’auto a idrogeno è di circa 600 km teorici, che diventano circa 400 km reali percorrendo l’autostrada a 120km/h. Per percorrere 100km in autostrada occorrono quindi 20 euro di idrogeno. Tutto questo perché l’efficienza di un’auto a idrogeno è inferiore al 30%. Persino più bassa di alcune auto diesel.Fare il pieno ad un’auto elettrica di pari autonomia costa dai 15 ai 30 euro a seconda se la si ricarica a casa o con abbonamenti presso le stazioni di ricarica veloci. Pertanto con l’auto elettrica si percorrono 100 km con circa 3/4 euro, massimo 7 euro, se l’energia viene acquistata, molto meno se l’energia viene auto prodotta con il fotovoltaico a casa, parliamo di circa 0,5 euro ogni 100 km, considerati gli attuali incentivi sul fotovoltaico.Per completare un rifornimento di idrogeno occorrono dai 5 ai 10 minuti se consideriamo anche la prassi di ingresso presso la stazione di servizio e l’autenticazione con la verifica del patentino di idoneità. All’incirca lo stesso tempo di rifornimento a cui mirano i costruttori di auto elettriche entro i prossimi 5 anni.Presso le stazioni di ricarica per auto elettriche Tesla Supercharger V3 da 250 kW di potenza e Ionity da 350 kW siamo già oggi molto vicini a queste tempistiche. L’unico vero vantaggio immediato quindi dell’auto a idrogeno, ossia la velocità di rifornimento, è praticamente ormai superato, soprattutto se consideriamo che una presa elettrica è pressoché ovunque e ci permette di ricaricare l’auto elettrica a casa o a lavoro quando è ferma, mentre per raggiungere la rete di distributore di auto a idrogeno, anche nell’eventuale futuro, vista la lentezza della sua espansione, occorrerà fare molti km.Per acquistare un’auto a idrogeno di fascia media o medio/alta occorrono circa 70.000 euro. Circa il doppio rispetto a un’auto elettrica a batterie di pari categoria.L’auto a idrogeno è molto meno potente di un’auto elettrica alimentata con batterie agli ioni di litio, sia per i cavalli, sia per la coppia e la velocità, perché la potenza istantanea erogabile è molto inferiore. Parliamo di circa un quarto della potenza di un’auto elettrica a batterie. Di conseguenza è molto meno divertente da guidare rispetto all’auto elettrica a parità di prezzo. Con circa 200 kg di fuel cell si hanno a disposizione al massimo 100 kW di potenza.In definitiva, l’auto a idrogeno consuma molto di più per avere molta meno potenza, perché è poco efficiente.Non è un caso che quelle rarissime auto a idrogeno in circolazione siano per lo più state donate ad aziende o enti per scopi dimostrativi.ManutenzioneLa manutenzione di un’auto elettrica a batterie è pressoché nulla sul powertrain, al punto che per Tesla, ad esempio, non ci sono tagliandi obbligatori da fare, a parte gli usuali controlli su freni e gomme. Con l’auto a idrogeno cambia tutto: le manutenzioni ci sono e sono costose, si parla di migliaia di euro. Perché?L’idrogeno è un gas molto particolare che arriva anche a trasudare attraverso i metalli e corrode le giunzioni. Le fuel cell sono pesantissime e allo stesso tempo molto delicate, la manutenzione è affidata a manutentori ad alta specializzazione e vanno anche sostituite. Ci sono poi i filtri che vanno sostituiti perché servono a purificare l’aria che permette all’idrogeno di reagire con l’ossigeno.Questa è un’altra caratteristica delicata delle auto a idrogeno: se per qualsiasi ragione l’aria esterna che deve reagire con l’idrogeno non è pura perché i filtri non lavorano bene o per qualche difetto accidentale, l’auto a idrogeno può subire dei danni, l’aria contaminata “distrugge” le membrane PEM. Anche quando l’auto è ferma, ci sono costosi serbatoi di fibre composite che si logorano, come qualsiasi materiale sottoposto a contrazioni e dilatazioni; il nafion, che svolge funzione di ossidoriduzione, utile al funzionamento delle fuel cell, si deteriora, così come il catodo.Attenzione, l’auto a idrogeno è comunque un’auto elettrica ed ha anche le batterie al litio, anche se con meno celle, quindi l’auto a idrogeno non elimina le batterie al litio, né sostituisce i motori elettrici. Possiamo in definitiva definirla un’auto elettrica inutilmente più complicata e costosa.(Per leggere le conclusioni clicca sull'articolo nel primo commento)Ministero della Transizione EcologicaBeppe Grillo MoVimento 5 Stelle ... See MoreSee Less
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1 month ago

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Tesla e Agricoltura. Tesla ci sta proiettando verso l'indipendenza energetica grazie a produzione, accumulo e autoconsumo di energia. L'energia che produciamo con il fotovoltaico la autoconsumiamo accumulandola nelle nostre case e le nostre auto. Ma che dire invece del cibo? Come possiamo renderci indipendenti dalle filiere alimentari? Ne parliamo oggi assieme a due esperti coltivatori diretti: Luca Mezzadri e Luca del Bo ... See MoreSee Less
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1 month ago

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Mobilità elettrica, Tesla e dintorni. Aggiornamenti ad oggi. In diretta anche su Clubhouse. Youtube e Facebook ... See MoreSee Less
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Che ne pensi? ... See MoreSee Less
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1 month ago

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3 APRILE🔋BatteryWeekly #12: tutti i Lunedi alle 18.00 su #YouTube (FlashBattery), su #ClubHouse (il Club delle Batterie) e sul canale #Telegram di #MatteoValenza😉💥 In questo appuntamento si parla di fame di batterie in UE, Batterie al litio metallico, “Machine learning” per migliorare le performance delle batterie del futuro!👉🏻 youtu.be/-aktpqv4LOI ... See MoreSee Less
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1 month ago

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🔋BatteryWeekly #11: tutti i Lunedi alle 18.00 su #youtube (FlashBattery), su #clubhouse (il Club delle Batterie) e sul canale #Telegram di #matteovalenza😉💥 Le weekly news di oggi sono: batterie con separatori in vetro, litio e sicurezza, LG e il richiamo delle batterie Hyundai, Mobile EV Charging e molto altro!👉🏻 youtu.be/Rgr8rUQz44Y ... See MoreSee Less
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Audio Chat su ClubHouse ... See MoreSee Less
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